venerdì 18 novembre 2016

La leggenda di Guglielmo Tell

Amici questo oggi vi proponiamo una leggenda tanto misteriosa quanto famosa, la leggenda dell'eroe Svizzero Guglielmo Tell...


Guglielmo Tell e la sua famiglia abitavano a Burglen, nel Canton Uri, lui e la sua famiglia  vivevano per lo più di caccia, Guglielmo era conosciuto da tutti per la bravura e la maestria nell'uso della balestra.
Un giorno locale amministratore dei beni della famiglia degli Asburgo, un certo Gessler, fece erigere nelle terre dell’ Impero il “Cappello Imperiale”. Nelle principali piazze svizzere apparve quindi questo simbolo dell’autorità, davanti al quale tutti i passanti si dovevano inchinare, pena la confisca di tutti i beni materiali e il rischio di condanna a morte per delitto di lesa maestà.
Poco tempo dopo, Guglielmo Tell passò per la piazza principale e forse per dimenticanza o di proposito non vi si inchinò non mostrando quindi sudditanza verso il Re, Tell venne preso e fu sottoposto a processo in un tribunale pubblico presieduto  da Gessler stesso.
Guglielmo in un primo momento venne condannato a morte in seguito Gessler gli propose un macrabo gioco: "poteva aver salva la vita se, data la sua abilità con frecce e balestra, fosse stato in grado dicentrare una mela posta sulla testa del figlioletto"
Tell accettò e riuscì nell’impresa: colpì la mela con una sola freccia, ma gli venne trovata una seconda freccia, nascosta nella giacca, destinata ad uccidere Gessler nel caso la prova non fosse riuscita.
Questo fatto mandò su tutte le furie Gessler che ne ordinò subito l'arresto e condotto verso la prigione di Kussnacht, costruita su un isolotto nel mezzo del lago di Zugo.
 All’improvviso, durante la traversata, una tempesta si abbattè sul lago: Tell (che oltre che abile balestriere era anche abile timoniere) convinse i suoi carcerieri a liberarlo, per poter portare in salvo la barca. In effetti in pochi istanti Guglielmo Tell portò la barca sulla sponda del lago, approfittandone per sfuggire alla guardie.

Per tre giorni si nascose tra i boschi che circondavano il lago, ed il terzo giorno, appostatosi lungo la via che portava a Zurigo, ebbe l’occasione di uccidere Gessler, e non se la fece sfuggire.
La leggenda prosegue narrando di come i popoli svizzeri, venuti a conoscenza delle gesta di Tell, insorsero contro gli amministratori asburgici, liberando la Svizzera dagli Imperatori nel 1315. Si narra che Tell abbia preso parte alla battaglia finale contro l’esercito degli Asburgo nei pressi di Morgarten. Fedele alla leggenda che lo vide come simbolo di ribellione contro il potere, a difesa del popolo svizzero, si racconta che Guglielmo Tell perse la vita nel 1354, nel tentativo di salvare un bambino caduto nelle acque dello Schachen in piena.
Nonostante non sia certa l’esistenza storica di questo personaggio, certa è invece la fama e l’attrattiva che le sue gesta hanno generato soprattutto nel mondo dell’arte e della letteratura. Di lui hanno narrato in forme diverse i più grandi autori ed artisti del XIX secolo, tra cui Friederich Schiller (Wilhelm Tell, 1804) e Gioacchino Rossini (Guglielmo Tell, 1829).

Noi di Puntidivista vogliamo ricordare l'impresa di Guglielmo Tell con la canzone di Davide Van de Sfroos - il Figlio di Guglielmo Tell  , che ripercorre la vicenda vista con gli occhi del figlio.  


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